Non puoi dire di esser stato a Danzica se non hai visitato il Museo Solidarnosc.
Potrà sembrare una frase fortissima e forse anche un po’ divisiva ma se continui a leggere cercherò di spiegarti il mio punto di vista.

L’interno del Centro Europeo Solidarnosc a Danzica
Sono Chiara, autrice del blog smallbutgold, amo visitare luoghi meno noti ma non meno degni di nota.
Parlo di turismo culturale, quindi nel mio blog trovi spesso musei perchè da insegnante quale sono viaggio per continuare ad imparare.
In più mi piace abbinare un luogo ad un libro, alla fine di questo articolo troverai anche un consiglio libroso!
Seguimi anche sul mio account instagram smallbutgold_blog e mandami un DM per farmi sapere se ti è piaciuto questo articolo!
Ma torniamo ad museo Solidarnosc a Danzica:
Il sindacato Solidarnosc, Lech Walesa, le gru dei cantieri navali sono il genius loci di Danzica.
E’ da questi luoghi, che dagli anni ‘70 del secolo scorso si è fatta la Storia non solo della Polonia ma dell’Europa, quella di oggi.
Allora però l’Europa era ancora divisa in un blocco orientale, comunista, ed un blocco occidentale.
Sebbene la fine della divisione dell’Europa in due blocchi si faccia coincidere con la caduta del Muro di Berlino, in realtà sono stati tanti i passi che hanno portato al 9 novembre 1989.
Solidarnosc è sicuramente uno di questi.
Solidarnosc è il primo sindacato libero che si formò in Polonia nel 1980 a seguito degli scioperi degli anni ‘70.
Se all’inizio le manifestazione e gli scioperi miravano al miglioramento delle condizioni di lavoro ed economiche degli operai,
in un secondo momento si aggiunsero anche ragioni di tipo politico.
Cos’è il Museo Solidarnosc e perchè visitarlo

Il logo del sindacato Solidarnosc
Il Centro Europeo Solidarnosc a Danzica è un grande edificio in acciaio dall’effetto arrugginito che ricorda lo scafo di una delle navi che qui venivano prodotte.
All’interno ospita, oltre al museo Solidarnosc e al bookshop, un centro culturale, una biblioteca e un caffè.
Il percorso museale racconta, grazie a quasi 2000 reperti, la vita nei cantieri navali dagli anni ‘60 passando per il massacro degli operai nel dicembre del 1970, alla nascita del sindacato Solidarnosc nell’80, fino ad arrivare alle prime elezioni politiche semi libere in Polonia e ai giorni nostri.
Vorrei raccontarti il museo attraverso alcuni oggetti che ancora oggi a distanza di tempo dalla visita sono vividi nella mia memoria.
Partirei dall’esterno con il monumento agli operai caduti durante le manifestazioni operaie del 1970 per protestare contro il carovita e le condizioni di lavoro.
monumento agli operai caduti di danzica

Il monumento agli operai caduti a Danzica
Tre croci di acciaio inossidabile alte 42 metri a cui sono inchiodate tre ancore per ricordare gli operai uccisi.
Tutt’attorno statue, bassorilievi, targhe commemorative, fiori e anche la citazione di una poesia del Premio Nobel per la letteratura Czesław Miłosz:
«Tu che hai fatto del male a un uomo semplice / Scoppiando in riso per la sua sventura / Non ti sentire al sicuro. Il poeta ricorda. / Puoi anche ucciderlo, un altro nascerà. / Saranno scritti i gesti e le parole.»
Gli elmetti appesi degli operai dei cantieri navali di Danzica

Gli elmetti degli operai dei cantieri navali “Lenin” di Danzica
Il plastico della fabbrica, gli elmetti gialli appesi al soffitto e gli armadietti degli operai, la gru di Anna Walentynowicz e i tavoli della mensa
Nella prima stanza del museo questi oggetti ricreano la vita delle quasi circa 17000 persone che lavoravano in questi cantieri navali.
Una città nella città che fa comprendere quante persone, quanta vita passasse per questi luoghi.
Le tavole con i 21 punti patrimonio UNESCO

Le tavole con i 21 punti, patrimonio dell’UNESCO
Il 17 agosto 1980, gli scioperanti di Solidarnosc scrivono a mano su pannelli di legno 21 punti che riassumono le loro richieste.
Tra questi il riconoscimento del diritto di sciopero, di sindacati liberi, libertà d’espressione e di stampa e aumenti stipendiali.
Nel 2003 l’UNESCO lo ha inserito tra i documenti più importanti per l’umanità.
Davanti a quelle tavole ammetto che mi siano tremate le ginocchia al pensiero che diritti e richieste che oggi ci sembrano scontate, solo 50 anni fa erano impensabili in un paese europeo.
Museo Solidarnosc Danzica: dove si trova e come raggiungerlo.
Il museo Solidarnosc a Danzica è in piazza Solidarnośc. Prendendo come punto di riferimento la stazione centrale di Danzica ci si può arrivare a piedi in poco più di 10 minuti.
Se invece preferisci prendere un mezzo pubblico, sempre dalla stazione centrale puoi scegliere tra il tram 8 e gli autobus 154 o 289.
Mi sono fermata a Danzica per una settimana e mi sono spostata solo con i mezzi pubblici: treni, autobus e tram.
Sono rimasta davvero stupefatta per la frequenza con cui passano, la puntualità, la pulizia e, potrebbe essere scontato ma non lo è, per l’economicità dei biglietti.
Quanto tempo ci vuole per visitarlo
E’ un museo molto ricco di materiali originali, installazioni, video e filmati. Inoltre l’audioguida è molto esaustiva e ti invoglia a fermarti per comprendere meglio ogni singolo materiale.
Ci abbiamo messo 3 ore per visitare il museo ma ti assicuro che non ce ne siamo accorti.
Ahimè non abbiamo visitato la terrazza panoramica, ma quando organizzerai il tuo viaggio, ti consiglio di prenderla in considerazione.
Dalle foto che ho visto, il panorama deve essere spaziale!
museo Solidarnosc a Danzica: orari, biglietti e audioguide

La carta turistica di Danzica
La mostra permanente è aperta da maggio a settembre dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19, il sabato e la domenica dalle 10 alle 20.
Da Ottobre ad aprile il museo è chiuso il martedì, mentre il lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì è aperta dalle 10 alle 17, il sabato e la domenica dalle 10 alle 18.
Il biglietto d’ingresso per la collezione permanente comprensivo di audioguida anche in italiano costa 40 zloti (circa 10€)
Se sei intenzionato ad acquistare la tessera turistica, potresti fare come ho fatto io.
Ho acquistato la Carta Turistica al bookshop del Centro Europeo Solidarnosc con validità immediata così il prezzo del biglietto era già incluso.
Abbiamo optato per il Premium Explorer Package perché a differenza del Explorer Package, includeva anche il Museo della Seconda Guerra Mondiale e il Museo Solidarnosc.
Ogni pacchetto può essere scelto con validità 24h, 48h e 72h e ha un costo normale e uno ridotto.
Al momento dell’acquisto abbiamo detto di essere insegnanti italiani e senza dover mostrare accessi a registri elettronici, tesserini o documenti ci hanno fatto il prezzo ridotto.
A conti fatti quindi la Carta Turistica Premium Explorer per 48h ci è venuta a costare 85 zloty.
“La gatta di Varsavia” di Slavenka Drakulic

“La gatta di Varsavia” di Slavenka Drakulic
Ed ecco il momento del consiglio libroso.
Come ben sai, amo abbinare un libro ad un luogo, come se fosse un buon vino.
In questo caso ti consiglio “La gatta di Varsavia” di Slavenka Drakulic che è una raccolta di racconti sulle contraddizioni del mondo comunista.
Nel racconto che dà il titolo alla raccolta, Gorby scrive una lettera accorata al Procuratore affinché cerchi di accelerare i tempi del processo a carico del suo vecchio padrone/governante.
Gorby è una gatta intellettuale che da molti anni degna della sua presenza il Generale che il 13 dicembre 1981 impose la legge marziale alla Polonia.
Inevitabilmente sorgono anche dubbi ed interrogativi rispetto all’operato del Generale e alle motivazioni del processo stesso.
Servirà a sensibilizzare i giovani polacchi che considerano ormai il comunismo morto e sepolto? Servirà a chiudere un capitolo così divisivo per la storia polacca? E cosa succederebbe se il Generale morisse prima della fine del processo?
Questo breve racconto e anche tutta la raccolta sono davvero molto interessanti per poter meglio comprendere meglio come fosse la vita nei paesi europei che appartenevano al blocco comunista.
A presto
Chiara
