Irpinia, Campania, nelle vicinanze di Napoli, enogastronomia, alla scoperta dei tesori nascosti dell'Italia

Alla scoperta dell’Irpinia: natura, cultura ed enogastronomia a 60 km da Napoli

L’Irpinia è una terra meravigliosa, cuore verde della Campania, a una sessantina di chilometri da Napoli.

Questa piccola area della regione Campania è ancora poco conosciuta, purtroppo, ma ricca di storia, arte, tradizione, natura, autenticità e prodotti genuini. Luogo bellissimo, custodito da imponenti catene montuose, rappresenta un’area del Paese dalle grandi potenzialità turistiche.

Grazie del bellissimo articolo a Francesco Celli, presidente di Info Irpinia! 

Un sentito grazie anche a Cristiano Castellano, Fabio di Grezia e Antonello Pignatiello per le splendide fotografie!

L’Irpinia, sin dall’antichità, è stata “terra di mezzo” ed ha vissuto i transiti fra il Mar Tirreno ed il Mar Adriatico, trovandosi sul tragitto dell’importantissima Appia Traiana. La sua storia è antichissima. Sono stati rinvenuti reperti di epoca preistorica, oltre a quelli di epoca sannita, romana e medievale. Oggi è possibile raggiungerla con circa 40 minuti di auto dall’aeroporto Napoli Capodichino.

Irpinia, Campania, nelle vicinanze di Napoli, enogastronomia, alla scoperta dei tesori nascosti dell'Italia.
La Piana del Dragone, ph: Cristiano Castellano

NATURA E TRADIZIONI

Il simbolo di questa terra è senza dubbio il Lupo, animale totemico della tribù degli irpini, seguito durante il Ver Sacrum per la fondazione della nuova colonia. L’indole di questo animale, fiero, indipendente e molto legato al territorio ed alla comunità, rispecchia bene l’animo degli autoctoni, insieme all’orgoglio ed alla generosità..

L’Irpinia è ricca di sorgenti e, non a caso, fa parte dei bacini imbriferi più importanti d’Europa, fornendo approvvigionamento idrico a buona parte degli abitanti del sud Italia fra Campania, Basilicata e Puglia.

È un luogo pregno di tradizioni millenarie, che ancora oggi si tramandano di padre in figlio, come la tarantella montemaranese, danza molto antica, o la lavorazione artigianale della paglia, del ferro e della ceramica. 

ENOGASTRONOMIA

In campo enogastronomico questo territorio offre eccellenza, a partire dai tre vini DOCGFiano di AvellinoGreco di Tufo e Taurasi. Una delle poche province italiane a vantare così tanti vini a marchio di denominazione, con carattere e proprietà organolettiche davvero uniche. Oltre ai pregevoli vini, l’Irpinia offre formaggi sensazionali, tra cui il Carmasciano, unico al mondo per il suo sapore, gli oli, come il pregiatissimo Ravece, la castagna IGP, e tanti prodotti PAT tra cui le nocciole, i funghi, il tartufo nero, i peperoni, i fichi, la cipolla ramata e molto altro ancora.

IRPINIA: 10 TAPPE DA NON MANCARE

MONTEVERGINE. Il monte gemello del Vesuvio, appena ad ovest verso l’interno, troneggia su Avellino e sul vicino borgo di Mercogliano, da dove è facilmente raggiungibile in auto o via funicolare. In cima, a 1200 mt circa s.l.m., il santuario mariano omonimo, importante meta di pellegrinaggio della cristianità mediterranea altomedievale, al cui interno è possibile visitare il museo contenente: presepi d’epoca da tutto il mondo, antichi reperti normanni, il tesoro abbaziale e rari dipinti di scuola napoletana settecentesca. Salendo fra le faggete fino a quota 1400 mt, troviamo i due suggestivi pianori di Campomaggiore e di San Giovanni: quest’ultimo ancora oggi destinazione delle transumanze bovine dalla non lontana Puglia.

Irpinia, Campania, nelle vicinanze di Napoli, enogastronomia, alla scoperta dei tesori nascosti dell'Italia
Vigneto a Grottolella, ph Fabio di Grezia

Altopiano del Laceno

 All’interno del Parco Regionale dei Monti Picentini a quota 1000 m s.l.m., è raggiungibile in auto lungo la strada Ofantina che tocca i bei borghi tipici di Volturara, Montella, Bagnoli. I suoi grandi e fitti boschi di castagni, le stupefacenti grotte del Caliendo e la straordinaria conformazione naturalistica, ne fanno un vero sogno per escursionisti, speleologi, sportivi e amanti dell’ambiente in genere.  

ROCCA SAN FELICE E LA MEFITE

 Impressionanti stagni sulfurei venerati nell’antichità sannita e latina, Virgilio ne parla nell’Eneide come di una delle porte dell’Ade, in un’area del Comune di Rocca San Felice, incantevole borgo di carattere medievale. La forte presenza di zolfo nel terreno e nell’erbaggio, unitamente alla colonizzazione del territorio circostante da parte di una specie di ovino autoctona, la pecora laticauda, consentono la produzione strettamente localizzata di un pregiato formaggio aromatico, il Carmasciano.

ABBAZIA DEL GOLETO

Sorta nell’attuale area del Comune di Sant’Angelo dei Lombardi, subito dopo quella di Montevergine ad opera dello stesso fondatore, San Guglielmo da Vercelli, ha preservato pressoché intatte le sue antiche, strepitose architetture, valorizzate da un qualificato ed intelligente restauro. Ha ospitato nei secoli ordini di suore, ed è oggi sede di convegni ed eventi culturali ed artistici.  

TAURASI

 Il borgo omonimo circondato da vigneti a perdita d’occhio è una sorta di piccola capitale del vino: il rosso profumato e forte che porta anch’esso lo stesso nome. Si passeggia all’ombra delle mura del castello, tra vicoli e cantinein un’atmosfera da favola: la tappa ideale per gli appassionati del buon bere e del buon cibo

CAPOSELE

 All’estremità sudorientale della provincia, presso i valichi per Salerno e la Basilicata, un altro fazzoletto di verde natura che dà origine alle straordinarie sorgenti del Sele. Da lì parte l’Acquedotto Puglieseimponente opera ingegneristica destinata al servizio idrico, tuttora attivo, di tutto l’Appennino centromeridionale. Nella frazione di Materdomini un importante santuario dedicato al culto di San Gerardo richiama un milione di pellegrini all’anno. 

AVELLA

Situato alle porte di Nola e di Napoli, questo piccolo Comune può vantare un patrimonio archeologico di enorme interesse, imperniato intorno al suo spettacolare e benissimo conservato anfiteatro romano, e ad un castello longobardo anch’esso ben tenuto e di grande fascino. Il nome della cittadina deriva dall’espressione latina “nux abellana”, ovvero la nocciola avellana, coltivata sul territorio.

Irpinia, Campania, nelle vicinanze di Napoli, alla scoperta dei tesori nascosti dell'Irpinia.
Quercia plurisecolare di Lacedonia, ph: Antonello Pignatiello

CALITRI

Le sue case colorate abbarbicate sul costone della collina ne fanno una vera icona fotografica, già peraltro ben comunicata al pubblico della musica e dell’arte alternativa dall’originale Sponz Fest agostano di Vinicio Capossela. Nei paraggi, il borgo remoto e mistico di Cairano, dove la felicità risiede nell’isolamento a contatto con la natura, e i paesaggi mozzafiato della diga e del lago artificiale di Conza.

GESUALDO

Tappa ideale per i cultori della musica classica antica: il grande castello, oggi totalmente e impeccabilmente restaurato, era la residenza del Principe Carlo Gesualdo da Venosa, madrigalista di grande fama la cui vita venne funestata dall’omicidio d’onore della moglie fedifraga Maria D’Avalos. Qui ovunque le pietre parlano, per raccontare quella incredibile storia.

ZUNGOLI

Bandiera arancione del Touring Club Italia, e Comune inserito nel circuito dei “Borghi più belli d’Italia”, Zungoli rappresenta molto bene e in pochi tratti, tutta la bellezza della nostra terra irpina. Lasciatevi conquistare del suo grande austero castello, dall’intricato dedalo di viuzze del suo centro storico dove tutto rimanda ancora al secolo andato, dal suo delizioso olio di Ravece: ne resterete affascinati.

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